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Alimentazione e salute

Meno è meglio: il sale

Nei giorni scorsi, sul mio profilo Instagram, ho parlato più volte del sale, con particolare attenzione al suo utilizzo in cucina. Vi ho raccontato che per mantenere un buono stato di salute e un’alimentazione corretta è bene limitare il suo consumo. Perché “meno è meglio”? per fare un po’ di chiarezza, riassumere tutti i concetti, gli spunti di riflessione e i miei consigli, ecco qui un articolo interamente dedicato al sale.
Siete pronte? Partiamo alla scoperta di questo alimento!

Usare meno sale significa più salute

La prima regola quando parliamo di sale è moderazione: un suo consumo moderato tutela la salute di cuore, vasi, reni e ossa.

Il comune sale da cucina, contiene cloruro e sodio.
In condizioni normali, il nostro organismo elimina giornalmente da 0,1 a 0,6 g di sodio. Questa quantità andrebbe reintegrata con la dieta. Tuttavia, il sodio contenuto negli alimenti è sufficiente a coprire questo fabbisogno.

Un consumo eccessivo di sale può favorire l’instaurarsi di ipertensione arteriosa, specialmente in soggetti predisposti, può predisporre ad elevato rischio di sviluppare tumori allo stomaco e indurre maggiori perdite urinarie di calcio esponendo al rischio di osteoporosi.

Studi recenti confermano che un consumo medio di sale inferiore ai 5 g a giorno rappresenti un buon compromesso tra il soddisfacimento della palatabilità e la prevenzione del rischio.

Sei sicuro di sapere quanto sale consumi durante il giorno?

Il consumo di sale, per la popolazione adulta dovrebbe essere inferiore a 5 g giornalieri, eppure ogni giorno, l’adulto italiano medio ne assume circa il doppio.

Bisogna ricordare che tale quantità massima è riferita alla quantità totale di sale assunto con la dieta e non esclusivamente al sale che aggiungiamo quando cuciniamo o saliamo gli alimenti.

Gli studi dimostrano come il 50% del sale introdotto con la dieta derivi proprio dal consumo di prodotti trasformati, contenenti di per sé molto sale. Ne sono un esempio gli affettati e gli insaccati, prodotti in cui il sale viene aggiunto come conservante. Ad esempio, abbiamo visto come 50 g di prosciutto crudo (circa 3-4 fette di medie dimensioni) apportino circa 3 g di sale. Risulta quindi chiaro quindi come risulti davvero semplice superare i 5 g di sale giornaliero.

Dove si nasconde il sale?

Come già detto in precedenza, quando si tratta di limitare il sale, è facile pensare che sia sufficiente ridurne la sola aggiunta ai piatti che prepariamo in cucina, ì sottovalutando però, le fonti di sale nascosto.

Sapevate che la principale fonte di sodio nella nostra dieta è rappresentata dal pane e dai suoi sostituti?
50 g di pane, apportano circa 0,75 g di sale.
Il pane e i prodotti da forno sono una fonte importante di sale proprio perché li consumiamo tutti i giorni e in quantità più elevate rispetto ai salumi, ai formaggi, ai prodotti in scatola e alle patatine fritte, che in assoluto contengono maggiori quantità di sale, ma in generale vengono consumati meno frequentemente e in porzioni più piccole.

Il mio consiglio è di non eccedere nel suo consumo, quando possibile optare per pane iposodico, che presenta solo tracce di sale oppure, optare per un tipo di pane che apporti massimo 1.2 g di sale ogni 100 g.

I miei consigli per moderare il consumo di sale

  •  Usare spezie ed erbe aromatiche per insaporire i piatti;
  • Usare succo di limone o aceto;
  • Usare il gomasio;
  • Ridurre il consumo di dadi e salse;
  • Scegliere, quando possibile, prodotti iposodici;
  • Consumare saltuariamente patatine, snack salati, formaggi, salumi, olive, capperi.

Imparando a ridurre gradualmente il sale a tavola, il nostro palato si adatterà facilmente al punto che dopo pochi mesi o settimane, i cibi appariranno saporiti al punto giusto, mentre quelli conditi nel modo precedente, vi sembreranno troppo salati!

Voi come vi comportate? Eravate a conoscenza di tutto ciò? Riuscite a moderarne il consumo di sale? Fatemelo sapere nei commenti!

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